Diario di viaggio 2 Progetto SIESsail – Belgrado



Il progetto SIESsail è un’iniziativa Erasmus+ che unisce Slovenia, Italia, Estonia e Serbia per promuovere l’inclusione sociale e la sostenibilità ambientale attraverso la vela. Un’attività antica e affascinante, capace di diventare non solo sport e passione, ma anche strumento educativo, terapeutico e di connessione tra culture.
L’ultima tappa del progetto si è svolta a Belgrado (Serbia), dal 17 al 20 Luglio 2025, dove siamo stati ospiti presso il circolo JEDRILIČARSKI KLUB ADA (JEDRILIČARSKI=navigazione).
In questa occasione lo scopo era quello di consolidare la conoscenza tra le persone e di ultimare i lavori e le discussioni intraprese in precedenza (in Estonia e Slovenia) per arrivare al mese di Settembre prossimo venturo a finalizzare il lavoro con la redazione di un report conclusivo.
I rappresentanti della Lega Navale Italiana di Ostia che si sono recati in Serbia sono stati Valerio Greco (consigliere e windsurfer) e Fabrizio Basile (socio e laserista).
Il circolo di JEDRILIČARSKI KLUB ADA è gestito da Iva Kraljević e Miloš Dobrosavljevic (fondatore e presidente) e proprio loro ci hanno accolto al nostro arrivo a Belgrado.
Miloš rappresenta un solido punto di riferimento nell’ambito velico, non solo per il suo circolo, ma per tutta la Serbia; infatti oltre che regatare in varie parti del mondo, spesso viene chiamato da altri Circoli, membri dell’associazione velica serba, sponsor, radio, televisioni, ecc… e viene coinvolto per consulenze, per informazioni che riguardano il settore velico e per acquisire e creare nuovi contatti ed opportunità. Accanto a Milos, c’è Iva è la sua collaboratrice che lo supporta nella parte organizzativa del Club ADA per l’attività informatica e come Social Media Manager nel divulgare e pubblicare le attività del circolo.
Il club, la sua diversità
Il JEDRILIČARSKI KLUB ADA è nato nel 2013 grazie allo sforzo tecnico di Miloš (che ha cominciato la vela da bambino facendo optimist nel mare Adriatico, quando la Serbia era ancora la Jugoslavia) ed allo sforzo economico del fratello di Miloš.
La realtà del Club ADA di Belgrado è completamente differente da quelle degli altri club ospitanti: infatti questo circolo si trova sul fiume Sava, che attraversa la città fino ad incontrare il Danubio.
Il club si trova posizionato è all’interno del resort ADA Ciganlija, dove hanno sede anche altre società sportive, tra cui annoveriamo la famosa Partizan, con i campioni internazionali della canoa. Inizialmente Ada era un’isola ma nel 1974 vennero ultimati i lavori e trasformata in una penisola con 3 collegamenti a terra.
Oltre al particolare luogo geografico in cui si trova il club ADA, è importante dire che la struttura del Club non si trova sulla terraferma, bensì su una banchina galleggiante collegata alla terra ferma da pontili anch’essi galleggianti.
L’aspetto romantico della vita “ondulatoria e sospesa sul fiume” del club ADA, può però portare vari problemi a cui le nostre mareggiate tirreniche al circolo sembrano un’inezia; infatti, per via delle esondazioni che si verificano specialmente in primavera, la piattaforma e la banchina su cui si appoggia il club deve essere allentata nei cavi di ormeggio continuamente, proprio per non rischiare di essere sommersa dalle piene del fiume. D’altro canto, quando il livello dell’acqua scende gli ormeggi debbono essere immediatamente riportati a livello per impedire che la banchina si allontani dalla costa scarrocciando verso il centro del Sava.
Dai racconti di Miloš ed Iva, per garantire la salvaguardia del Club in molte occasioni sono stati costretti a dormire nel club mettendo nella notte la sveglia ogni 2 ore per eseguire il controllo dei cavi di ormeggio.
Fatto curioso: a volte la corrente del Danubio è così forte, al punto da creare una specie di barriera che impedisce al Sava di sfociarci, pertanto il livello del fiume tende a salire.
Altro aspetto di potenziali pericoli che comporta la navigazione su fiume è il traffico di barche in entrambe le direzioni, tra cui le chiatte, (anche molto grandi), che trasportano i detriti e sabbia, per le nuove costruzioni ed i motoscafi che, come in ogni posto del mondo, ignorano le precedenze; inoltre esiste il problema dei detriti, di vegetazione ed altro viene trasportato dalla corrente.
Facendo riferimento ad uno dei 4 argomenti principali del progetto SIESsail, ovvero l’ecologia, il club, essendo situato su fiume, risente maggiormente dello stato dell’inquinamento delle acque; quindi, oltre a ripulire di persona dei resti galleggianti, Milos ed i suoi collaboratori provvedono a notificare all’amministrazione pubblica, di situazioni particolari, come ad ultimo accadimento: un divano alla deriva!
I nostri mari non ghiacciano, i fiumi serbi sì. Il club spesso d’inverno deve affrontare il problema termico e quindi oltre all’impossibilità di navigare deve salvaguardare le sue imbarcazioni che si trovano ormeggiate. Milos ed Iva ci hanno raccontato la loro strana situazione (non tanto strana nel nostro paese, oseremo dire: tutto il mondo è paese), infatti in Serbia non posseggono più le navi rompighiaccio in quanto le hanno vendute; per cui in caso di calamità naturali sono costretti a chiederne in prestito alla vicina Ungheria….. dopo che gli ungheresi hanno sanato i loro problemi.
Miloš ci ha anche espresso lo stupore di come i Belgradesi, che sono all’incirca 2 milioni, nonostante guardino il Sava pieno di barche dai ponti e dalle rive, non pensino a fare navigazione su di esso: la meta preferita sono le isole greche e le rive della Croazia, ignorando che è lì a portata di mano e che con il Danubio si possa navigare per lunghe distanze; probabilmente è necessario informare la popolazione e fargli conoscere le reali opportunità dei loro grandi fiumi.
Oltre alle derive e micro-alture il circolo ospita anche un O-Jolle completamente in legno ed ancora effettivamente navigabile che è stato costruito nel 1934.
La diversità consiste anche nella navigazione, come verrà affrontato in seguito.
L’agenda
Ecco i punti salienti sviluppati nell’intero soggiorno.
Giovedì 17 arrivi ed alloggi c/o albergo
Venerdì 18
– 10:00 visione allenamento Optimist
– 11:00 Miloš presenta: “La storia del club e della navigazione in Serbia, Il ruolo del Club nella comunità”.
– 12:00 Miloš, Maša, Goran, Luka: “Presentazione dei Corsi di vela” a seguire navigazione sul Sava.
– 16:30 Miloš: “Navigazione nelle acque belgradesi, condizioni e sfide in ambiente urbano”.
– 19:00 Navigazione su battello fino al Danubio.
Sabato 19
– 10:00 Goran, Miljan: “Sviluppo di un percorso di velista, dai corsi per principianti ad istruttore fino alle regate”.
– 12:00 Navigazione sul Sava.
– 16:00 Visita al museo della scienza e tecnica.
– 18:00 Visita al centro storico di Belgrado.
Domenica 20
– 11:00 Partenze per aeroporto, saluti.
Prima giornata venerdì 18/07/2025
Abbiamo assistito alla lezione di primo livello degli Optimist, tenuta da Ana Đorđević (istruttrice certificata, giudice di regata e Segretaria generale del “Sailing Association of Serbia”) che appartiene al circolo JK Sava (situato di fronte all’altra sponda del Sava), con cui il Club Ada è gemellato.
Oltre le solite attività di armo, comuni a tutti i velisti, abbiamo assistito a come vengono insegnate le manovre in acqua, senza simulatore e grazie alla corrente. I bambini più piccoli ed inesperti sono accompagnati (dentro lo scafo) da un “aiuto allenatore”, ovvero un atleta Optimist esperto che infonde loro sicurezza; contemporaneamente “a terra” c’è Ana come istruttore principale che attraverso una lunga cima di recupero legata alla barca, simula gli spostamenti e quindi la direzione del vento. In questo modo il timoniere impara ad eseguire le manovre con lo stick e la scotta trovandosi realmente in acqua. La lezione finisce “in gloria”: tutti in acqua per fare il bagno, tanto per sottolineare che l’attività oltre che sportiva deve essere ludica.
La lezione per il livello successivo si è svolta classicamente in acqua con la presenza di Ana su di un piccolo gommone, che è in polipropilene, materiale assai più resistente del PVC.
La presentazione di Miloš ha avuto come molti punti, alcuni dei quali sono stati già anticipati, per gli altri faremo un veloce sommario.
Corsi e lezioni e sviluppi di essi:
- Lezioni private per adulti;
- Enfatizzazione sulla sicurezza – stabilità della barca, recupero uomo a mare;
- Obiettivo successivo – navigazione veloce;
- Finalità – divertimento, se non ti diverti non impari;
- Durata – si naviga nel weekend, feste e dopo il lavoro, finché si può;
- Niente vento? – teoria – manovrare a motore, attracco e ancoraggio.
13 anni di crescita del club:
- Gemellaggio con JK – unico stile ed identità;
- Arte attiva attraverso i social e gli eventi;
- Incremento della flotta – microalture;
- Regate di club per i neofiti;
- Organizzazione di regate – maggiore visibilità sui social;
- Organizzazione di team building – idem
- Collaborazioni e sponsor.
Scuola per bambini:
- L’interazione coi bambini è la più grande sfida ma anche il compito più cruciale;
- I corsi per adulti creano nuove generazioni di velisti, genitori di velisti;
- La filosofia dell’Ada – amore per le attività all’aperto oltre di navigazione;
- Spirito competitivo – solo se i ragazzi mostrano questo interesse.
Sfide:
- Freddo, corrente forte in primavera e inverno;
- Fiume trafficato;
- Mancanza di istruttori professionisti;
- Scarsa collaborazione con il resort ADA Ciganlija.
Protezione della natura attraverso la vela:
- L’ecologia come pratica odierna e come;
- sensibilizzazione attraverso lezioni, conversazioni ed esempi personali
- Azioni organizzate di pulizia delle coste
- Uso minimo del motore – usare quanto più possibile la vela;
- Sistema di banchine a secco per evitare pitture antivegetative;
- Protegge le acque, risparmio di soldi e incremento di velocità a vela;
- Ironicamente i neofiti risultano più attenti alle acque dei più vecchi naviganti.
Navigare nell’era digitale:
- Gioco online “Virtual Skipper 5” -anche se datato è molto performante.
- Le action camera o droni sono usati per rivedere l’allenamento;
- Creazione (non ancora in essere) di un canale su YouTube®;
- Simulatore fisico di navigazione.
Collaborazione locale, regionale ed internazionale:
- Condivisione della conoscenza e delle esperienze;
- Collaborazioni più strette con altri club e associazioni;
- Rafforzamento dei legami interni ed esterni
- Utilizzo del potenziale della natura;
- Promozione della vela ad un più ampio pubblico;
- Programma per adulti su ILCA;
- La vela non conosce frontiere.
(Notiamo che i primi due punti rappresentano i punti salienti del progetto)
Obiettivi futuri:
- Un sogno – vela per tutti;
- Programmi adattati a gente con particolari bisogni;
- Investire in doppi junior come 420 o RS
- Costruire una flotta di Beneteau 18 SE;
- Istruire ulteriori allenatori;
- Incrementare i servizi.
Conclusioni:
- Navigare non è soltanto raggiungere la meta, ma è godersi il viaggio;
- Lo stesso con la vita al club – godersi il momento;
- Tutto di cui si ha bisogno è vento, acqua e gente a cui insegnare;
- Lavorare assieme per la navigazione su orizzonti verso Roma, Tallinn Piran e Belgrado
“Boats do not make a club, members do it” [Miloš]
Navigazione sul Sava
Miloš, Maša, Goran, Luka e Miljan sono gli istruttori di deriva e microaltura. Quest’ultimo termine sta ad indicare le derive cabinato, dove sottocoperta non ci sono bagni, dinette e cuccette, ma vengono utilizzate per ospitare vele, ancore e tutti gli oggetti utili per navigazione.
Difatti per la nostra uscita in abbiamo utilizzato due imbarcazioni di questo tipo: il Seascape First 18 SE ed Beneteau First 18 SE. Come noto entrambe sono dotate di randa, fiocco e gennaker, attaccato al bompresso retrattile, e motore 2,5 cavalli però aiuto all’ormeggio o disormeggio.
L’esperienza è stata esaltante, poiché completamente differenze da tutte le nostre esperienze precedenti su mari o laghi e certamente anche la più complicata. Non è bastato il know-how che abbiamo acquisito in passato, ovvero sul fatto che la corrente è direttamente proporzionale alla profondità, quindi tenere il centro del fiume per la poppa ma i bordi per per le boline; infatti occorre anche considerare che il vento è ovviamente più debole nella costa sopravvento. Inoltre spesso sulle rive risultano presenti gli alberi, pertanto il vento si incanala e crea l’effetto Venturi ed i fenomeni di salto di vento, bonaccia o raffiche sono ancora più presenti ed improvvisi.
Fatto sconvolgente riscontrato anche sul laser: con poco vento la corrente porta il vento apparente a prua, quindi si naviga sempre di bolina! Come gli AC 75!!!
La navigazione con le microalture e laser è stata realizzata in entrambi i giorni con condizioni atmosferiche diverse, il secondo giorno, il sabato si è trovata più aria.
Queste sono le foto delle barche utilizzate per la navigazione, esse sono dotate di un utilissimo sistema idraulico che le solleva e le cala in acqua: oltre che per le regate possono essere utilizzate in modo ottimale per i corsi per patenti nautiche.
Navigazione su battello fino al Danubio
È stata una fantastica esperienza, dal Sava siamo arrivati fin sul Danubio. Oltre che alla vista da fiume di Belgrado, attraverso tutti i ponti, il villaggio sportivo dedicato a Novak Đoković, la fortificazione della parte antica della città, su cui primeggiava la Statua della Libertà. I paesaggi sono fantastici, e fortunatamente non c’era il traffico solito del Sava e la natura ed il silenzio prendevano il sopravvento. Specie al tramonto, in cui il battello ha spento il motore per farci godere maggiormente di queste bellezze.
Seconda giornata sabato 19/07/2025
La giornata è iniziata con la presentazione di Goran e Miljan dal titolo: “Sviluppo di un percorso di velista, dai corsi per principianti ad istruttore fino alle regate”. Attraverso foto, video ed aneddoti, quest’ultimi, molto particolari, come accade per tutti i velisti, ci hanno narrato delle loro esperienze personali.
Alla fine della loro presentazione la discussione tra tutti i delegati e allenatori si è focalizzata sulle proprie esperienze su regole e licenze di navigazione, in cui si è riscontrata, ancora una volta, la diversità. A seguire di nuovo tutti in acqua!
Il museo della scienza e tecnica
Siamo stati accolti da Gordana Karanović, tutor e curatrice delle collezioni navali interne, che è stata la nostra guida per tutta la visita.
Ovviamente per ragioni storiche, ci riferiamo alla guerra nell’ex Jugoslavia negli anni ’90, molti edifici sono abbastanza recenti, come per questa sede del museo, istituita nel 1999; infatti ne esiste anche un’altra sede sita oltre il Danubio.
All’interno si trovano reperti serbi collezionati nell’ultimo secolo ma abbiamo ovviamente concentrato la nostra attenzione sulla parte nautica. Dai racconti di Gordana siamo rimasti stupiti del numero di affondamenti di barche e natanti dei loro due maggiori fiumi, non solo dovuti alle ultime guerre, ma anche ad eventi atmosferici o errori; infatti molti reperti della collezione provengono dai relitti trovati.
I mari ospitano molte più barche ma i fiumi sono molto più piccoli ed i suoi fondali non tanto profondi; il primo reperto che abbiamo notato è quello di un’àncora in ferro del I secolo D.C. . Ovviamente c’è sempre stata un’attività fervente di squadre di recupero nei fiumi di questi reperti (spesso tramite palombari, cfr foto con tuta di quasi un secolo, oppure tramite draghe) che appunto riforniscono il museo. Gordana, inoltre ci ha raccontato di vari episodi accaduti nei loro fiumi, quali l’esplosione di una nave carica di munizioni nel 1950, la cui deflagrazione era visibile ed udibile per molti chilometri, o come la collisione di una nave austriaca nel 2009 con il molo invernale, i cui relitti hanno navigato per miglia su degli iceberg.
Visita centro storico
La visita al centro storico è stato l’epilogo della tappa. Con la vista al tramonto del Sava visto da sopra, sulla fortificazione già vista dal fiume.
Arrivederci
Anche se si è conclusa l’ultima tappa, lo scopo del progetto non termina qui. Oltre ai report e meeting previsti a settembre dal progetto, la speranza è che si siano veramente ed effettivamente create le basi per fare nuovi incontri futuri, di continue collaborazioni e magari di navigare ancora assieme, pertanto questo documento non può che terminare con un arrivederci.









